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ILarità! Fuggevoli momenti di euforia...August 12 Lo "zoccolo duro" di ReggioEppure non riuscirei a fare a meno di almeno una settimana immersa nel clima vacanziero del sud, quello tipicamente "calabrese".
Non fraintendetemi: mi piace un casino trascorrere una bella vacanza all'estero, o in qualsiasi zona d'Italia purchè ci sia un bel mare... ma l'estate non è estate senza "la passeggiata in via marina", la brioche stracolma di gelato della solita gelateria stracolma di gente, lo strascichio delle tappinelle infradito sul breccio... E qui apriamo un excursus doveroso sulla storia delle calzature estive. Che fine hanno fatto gli zoccoli di legno??? Quelli che TUTTI possedevano e che probabilmente hanno reso stramilionario il loro inventore, un tale Dottor Scholl, che di certo non camminava in zoccoli tutto l'anno, come invece si usava qui da noi??? Qui da noi (lo ricordo, mi trovo al momento nell'estremo sud Italia - a Reggio calabria -) fino a circa 10 anni fa, prima del ritorno delle infadito, vigeva la dittatura degli zoccoli e delle spadrillas.
Allo scoccare delle 00:00 del Primo Maggio il popolo reggino spalancava le proprie scarpiere e rispolverava gli zoccoli in tutta la loro "usuratezza": quelli dell'anno prima, ovvio (si narra anche di gente che ha usato lo stesso paio di zoccoli per più di 5 anni, camminando fieramente su 2 ostie divine, tanto erano consumati). Era fantastico passeggiare strascicandoli e sentire quel rumore di legno e gomma consumata... eri rintracciabile a distanza di chilometri con gli zoccoli Dott. Scholl.
E le spadrillas!! Che bei ricordi, ce le avevo di tutti i colori: dal "rosso" ragù al "rosè" casa di Barbie... e le abbinavo indistintamente ai bermuda come alle gonnelline di tulle. Che tamarra.
Il ritorno in auge delle infradito (che ricordo, si usavano anche negli anni '80) ha scalzato (mai termine fu più adatto) le calzature di cui sopra dal podio delle preferite dai reggini. Ma così tanto che anche nei negozi è diventato impossibile trovare un paio di scarpe che non abbiano quel filo interdentale che si frappone tra il tuo alluce dolente e l'indice, creando l'effetto zampa di gallina (non le classiche rughette, è che proprio ti si divide il piede in due).Bha. August 06 ma che pallema che palle certa gente.
ma che palle certi momenti.
ma che palle certa musica.
ma che palle chi dice sempre che palle. July 29 zzzzZZZZZZZZOgni estate, soprattutto di notte (oppure – a seconda dei casi - ogni notte, soprattutto d’estate) l’uomo combatte la sua sanguinosa e secolare guerra contro un nemico microscopico ma altamente insidioso: la fottutissima zanzara. E’ una guerra in cui il malcapitato il più delle volte non può avvalersi dell’aiuto di alleati… perché la zanzara ama coglierti di sorpresa nel cuore della notte, nella privacy della tua camera da letto e - se anche dormi in compagnia - il sangue dell’altra persona non è MAI prelibato quanto il tuo…vuoi mettere?! Il tuo è più stuzzicante e gustoso, segnalato nei ricettari dei migliori chef zanzareschi. O magari anche le zanzare hanno un Luciano Onder che dispensa consigli per prevenire i problemi alla prostata, spingendole a punzecchiarci: “care zanzare, ricordatevi di bere un buon litro di sangue al giorno, preferibilmente di giovane ragazza meridionale…”. A volte non è neanche una questione di sangue più o meno buono; magari il vostro partner, lungimirante come sempre, prima dell’estate si è fatto trapiantare l’epidermide di un rinoceronte africano e… e dunque sei fottuto: agli occhi delle zanzare sei il più vulnerabile, sei in ostaggio. Appena spenta la luce, aerei della II Guerra Mondiale iniziano a volare a 1 cm dal tuo orecchio e, di comune accordo, ordiscono azioni dannose alla tua salute psico-fisica. Così inizi a lanciare insulti a mezza bocca e a tapparti le orecchie con il terrore che uno di quei velivoli nidifichi nel tuo timpano.[n.r. fatevi raccontare da Bruno di quel tipo che andò al pronto soccorso con una farfalla dentro l’orecchio prima di ridacchiare su questa leggenda metropolitana…paura eh?] Dunque ti trovi al buio ma con gli occhi sbarrati, perché ormai sei ossessionato da quella presenza, da quel ronzio acuto e continuo che ti ricorda tanto la colonna sonora di Profondo rosso e non ti fa dormire. Quando comprendi che l’unico rimedio per sfuggire al salasso è coprirsi col lenzuolo come i cadaveri di Grey’s Anatomy, pensi anche che essendo luglio inoltrato non sei disposto ad un sacrificio tale. Allora accendi la luce e ti guardi intorno con movimenti convulsi. Tu non le vedi ma loro ti stanno osservando, comodamente adagiate sulle tendine di pizzo Sangallo che adornano le finestre della tua stanza. E ti sbeffeggiano anche, perché non appena spegnerai la luce torneranno ad essere padrone indiscusse dello spazio aereo che ti circonda. E’ allora che avverti la spiacevole sensazione di essere preso in giro… da un insetto di 2 millimetri! Sono queste le offese più gravi che un individuo può subire, non quelle che ricevi dal tuo capo, dal tuo amico sarcastico, da tuo fratello… quelli puoi almeno denunciarli.
July 26 Donna Ilaria c'èLa mia vita in questo periodo ruota intorno a tre imprescindibili punti cardine:
1)il cibo;
2)il cibo
3) e.. il cibo.
Sono in astinenza da internet in quanto mia madre sorveglia severamente i miei tempi di connessione, sempre più convinta della mia tossicodipendenza nonchè della connivenza con gruppi terroristici sauditi tramite web;
Ho assistito inerte al concerto dei Duran Duran "aggratiss" sul Lungomare di Reggio; trascorro le giornate a ragionare sul fatto che forse erano bambocci telecomandati a distanza.
Ho comprato pantaloni larghi, gonne larghe, magliette larghe... voglio stare comoda e...larga.
Torturo il mio cagnittu (ribattezzato da poco "Cagnittu Maria") a carezze e sbaciucchiamenti e lui tortura me la notte dormendo appiccicato alle mie gambe (ma in estate i cani non avevano caldo?!)
Aggiorno il mio curriculum vitae e preparo il ritorno trionfale nel mondo dei lavoratori precari.
Continuo a medicare la ferita della pancia, mentre le altre ferite si son tutte cicatrizzate. Se continuo a mangiare così non si chiuderà mai.
Aspetto il rientro di Bruno, anche se con tutta probabilità lui non vede l'ora di andarsene a pesca "cu Filippu".
Ascolto musica e suono la chitarra, suono la chitarra e ascolto musica. E incido cose che vengono giustamente scambiate per cori da chiesa.
Prossimi aggiornamenti a breve!
Dalla redazione di Donna Ilaria è tutto
July 17 paninazzi e donne di stradaChiudi gli occhi
immagina una gioia molto probabilmente penseresti a una partenza ..ah si vivesse solo di inizi di eccitazioni da prima volta quando tutto ti sorprende e nulla ti appartiene ancora penseresti all'odore di un libro nuovo a quello di vernice fresca a un regalo da scartare al giorno prima della festa al 21 marzo al primo abbraccio a una matita intera la primavera alla paura del debutto al tremore dell'esordio ma tra la partenza e il traguardo nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è potere e sapere rinunciare alla perfezione ma il finale è di certo più teatrale così di ogni storia ricordi solo la sua conclusione così come l'ultimo bicchiere l'ultima visione un tramonto solitario l'inchino e poi il sipario tra l'attesa e il suo compimento tra il primo tema e il testamento nel mezzo c'è tutto il resto e tutto il resto è giorno dopo giorno e giorno dopo giorno è silenziosamente costruire e costruire è sapere e potere rinunciare alla perfezione ti stringo le mani rimani qui cadrà la neve a breve... E così il buon vecchio mio "vicino di casa" Niccolò Fabi mi ha raggiunto in concerto qui, in the Riggiu City, e mi ha rimesso in testa questa canzone, tra le più belle che abbia scritto. La serata si è aperta nel migliore dei modi: uno sguardo fulmineo tra me e Anto e via di corsa a ordinare un paninazzo con patate e salsiccia e una bella birrozza fresca. Giuro, non c'è stato bisogno di parlare...era una comunione di intenti la nostra! Dopo il paninazzo ci siamo gustate il concerto scoprendo che Pino Marino, quello che cantava con Fabi sul palco non era affatto male, anche se la sua voce mi ricordava Renato Zero. E sorpresa delle sorprese..chi ti trovo a suonare il violino? Andrea Di Cesare, nome di consoliana memoria. Ovviamente - snobbato Niccolò fabi - mi sono precipitata a salutarlo e a complimentarmi con lui alla fine del concerto. Che poi penso mi avesse notata: ero l'unica ad applaudire con una mano fasciata, praticamente non producevo suono ma le smorfie di dolore erano ben visibili. Alla fine della serata, tornando a casa, il clou: io e Anto, aspettiamo che il suo amico torni a renderci con la sua macchina. Nel frattempo una ragazza vestita solo con un maglione sdillabrato ci si avvicina e si aggrega a noi. <<Ragazze ma che fate? Andiamo dai, accompagnatemi..>> <<Ehm...no, noi stiamo aspettando che ci venga a prendere con la macchina..poi vedi, io non cammino sono fasciata...>><<TI HA PICCHIATA???ODDIO TI HA PICCHIATA?!>><<No, ma che, sono caduta!>> <<Ma sei sicura...>> Fu li che realizzammo che ci aveva scambiate per sue colleghe (fatto inspiegabile visto che eravamo tutt'e due in jeans e maglietta, degne imitatrici del Nino D'angelo dei bei tempi) e fu li che realizzai di essere passata per quella picchiata dal pappone che non aveva il coraggio di dirlo!
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